Emilio Brizzi espone alla Extra Factory
pubblicata martedì 26 maggio 2026
Sabato 30 maggio 2026 alle ore 18.30 inaugura a EXTRA Factory la mostra personale di Emilio Brizzi «Pittura di periferia». «Per poco non nacqui a Piandelfumo, una frazione di Tizzano nell’alta Val Parma dove mia madre, immigrata olandese, era sfollata in una casettina di pietra per sfuggire all’afa della pianura, nell’agosto del millenovecentosessantadue. Sotto a un enorme luna piena scese in taxi nella notte fra il quattordici e il quindici, per mettermi al mondo agli Ospedali Riuniti del capoluogo alle sette del mattino, sotto al segno del Leone nell’anno della Tigre, Ferragosto e Assunzione della Santa Vergine.
Il modesto gene della pittura mi venne dal babbo, bolognese, figlio di monte e di pianura essendo i suoi per parte di madre di San Giovanni in Persiceto, e di Granaglione per il lato del nonno, con remote radici pistoiesi. Forse per questo provai sempre un forte tropismo verso la Toscana che, combinato alla parte mia materna, batava, e ad una breve permanenza di trent’anni ad Amsterdam, dovette condurmi fatalmente ad abitare a Livorno: luogo che ne rappresenta con ambivalenza varie componenti fondamentali.
Per quanto non indispensabile concausa, l’aver perso tutto mi accomuna a molti avventori del mio bar dell’angolo, a Torretta, dove partecipo all’etilismo e alle vite degli altri, come consueto - a chi se ne voglia interessare - in un posto in cui i propri fatti vengono raccontati volentieri a chiunque, senza coscienza o rispetto per discrezione alcuna o pudore di sorta. Condivisione aperta e senza malizia, che conduce sempre a concludersi con la frase: “de'… ma un si beve?”.
La scena si svolge all’incrocio di una strada e di un canale coperto di asfalto, con un alternarsi di terreni abbandonati, fabbriche morte, di binari merci per il porto industriale, di case sopravvissute ai bombardamenti e di quelle casermone che si fecero al posto delle macerie. Dal lato del tramonto passano le navi enormi, lentamente inarrestabili con folate di fumi neri, oli pesanti e sottili polveri maligne. La luce meravigliosa alterna momenti in cui tutto sembra affrescato ad altri in tinte oleose. Finito il tempo delle piogge il cielo si azzurra solido per mesi e mesi di caldo e poi, nelle mezze stagioni, ogni giorno tramonti mozzafiato. A volte libeccio, altre soffia di terra.
Il colore locale si distingue in quello odierno e quello eterno. Poi quello pittorico che li racconta, soggettivo, alternato, chissà come: somma di tantissime minime scelte, certo mai arbitrarie, forse dettate dal caso galeotto, pur sempre nate da uno sguardo». La mostra resterà visitabile fino al 13 giugno 2026 con orario:
10.00–12.00 | 18.00–20.00
(esclusi la domenica mattina e il martedì) Ingresso libero.
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