BECOOT BECOOT ALESSANDRO DI COSTANZO
ALESSANDRO
DI COSTANZO
in arte “BeCoot”
L’arte del riciclo
di Mauro Barbieri
Dir. Editoriale
“Arte a Livorno… e oltre confine”
Quando si parla di salvaguardia del piane-
ta, di ecosistema, ma in particolare di “rici-
clo”, viene subito spontaneo pensare ad una generazione, dove il consumismo sfrenato, ci ha fatto perdere di vista l’importanza del “non” usa e getta. In questo contesto, in ogni parte del
mondo, sono nati gli “artisti del riciclo”, ognuno con una propria identità espressiva, ma soprattutto con una personale visione, che per alcuni, vuole essere esclusivamente “Arte”, per altri invece, anche una denuncia silenziosa.
Livorno, città ricca di artisti di ogni genere, non poteva rimanere senza “personaggi”, che facessero del riciclo, la loro battaglia, a colpi di colori.
Tra questi, merita l’attenzione, Alessandro Di Costanzo, conosciuto in arte con il nome di
“BeCoot”.
Un vero artista/artigiano, che dai materiali di
scarto, ed in particolare dai legni portati dalla risacca del mare, è riuscito negli anni, a dare vita ad animali marini, e non solo, realizzandoli, utilizzando un umorismo, che solo a Livorno poteva nascere.
Artista sensibile, ed attento, è riuscito così con grande estro, a dare vita a personaggi unici come il “Barracoda”, il “Favollo Sceriffo”, il “Pesce Klimt”, il “Pesce trombetta”, il “Pesce Biliardino”, ma anche, fuori dal contesto marino, i simpatici “Gallo ween”, “Ape ricena”, “Picchio”, “Tort-uga”, e potremmo elencarne tanti altri.
Solo una città di mare come Livorno, poteva dare la forza creativa per Alessandro. Un’ispirazione continua, senza interruzioni, ma non si può essere artisti, senza un habitat consono al proprio carattere. Chi conosce l’artista, ne rimane affascinato per la sua forza, e vitalità. Si sente un hobbista, ma chi mastica arte, lo considera un vero talento. Lo puoi trovare con il suo
stand espositivo in tanti mercatini, ma più volte ha esposto in mostre personali, allestite in
location, lontane dalle classiche gallerie d’arte. Artista “social”, riesce a coniugare la manualità dei materiali, al mondo on line,
utilizzando tanti canali di contatto,
per poter raggiungere più amatori
possibili.
La passione per il colore, è nata
nell’osservare i dipinti del padre e
dello zio. Nel tempo, la lavorazione
del legno, materiale che gli ha sempre dato ispirazione, unita alla pittura, hanno creato il giusto mix per
intraprendere questo fantastico
viaggio, tra manualità, rispetto della natura, e tanta fantasia.
Vivere, come detto in precedenza, in una città di mare, e vicino al
mare, gli ha permesso di dare vita
a tutti quegli oggetti inanimati, trasportati a riva. A questi, nel tempo,
si sono aggiunti altri oggetti, non
più usati dalle persone, destinati alle raccolte differenziate, ma anche
semplici tappi, oggetti di metallo o
plastica. Come più volte sottolineato da Alessandro, la più grande soddisfazione, sta nell’osservare i bambini, davanti alle sue opere. Un modo per “rapirli” alla tecnologia, restituendoli ad un mondo reale, fatto
di oggetti, immagini e colori tangibili. Una maniera questa, per sensibilizzare le nuove generazioni.
Alessandro quindi, per fare breccia, ha puntato quindi l’attenzione
sull’ironia, creando anche simpatiche e inedite serie dei suoi animali,
basti pensare ai suoi “Pesci tontoloni”. Oggi, dove la quotidianità, non
riesce a trasmettere ai più, un momento di riflessione e serenità, forse, avere in collezione una delle sue
personalissime opere, aiuterebbe a
farci ritrovare un momento di leggerezza. Sicuramente, chi incontrerà sulla propria strada Alessandro,
ma soprattutto le sue opere, non
potrà che rimanere affascinato.
Da qui il passo sarà breve, e… una
sua opera, non potrà mancare sulla
parete di casa .