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Alla Galleria Giraldi in mostra le opere di Gianni Asdrubali

pubblicata domenica 14 dicembre 2014
Alla Galleria Giraldi in mostra le opere di Gianni Asdrubali Sabato 13 dicembre alle ore 18 la Galleria Giraldi inaugura la stagione 2014-2015 con un’importante mostra, Gianni Asdrubali – Maciada, in cui si espongono quaranta opere, la maggior parte delle quali rappresentano il lavoro degli ultimi due anni; le altre indicano la poetica dalla quale si è mossa la ricerca di Asdrubali, negli anni ottanta e novanta.
Le opere dell’ultimo periodo sono state realizzate con l’ausilio di vernici industriali, spesso su supporto in forex, materiali questi appropriati e conformi al processo creativo dell’artista, caratterizzato dalla ricerca visionaria di una spazialità complessa, che trascende quella fisica.
A questo proposito così scrive il critico Marco Tonelli nel testo “Multiverso”, presente nella brochure realizzata con l’occasione della mostra:

(…) “Se dicessimo che Asdrubali in apparenza dipinge gli impulsi e le scariche neuronali che dirigono il suo gesto o che sono provocate da esso e poi integrate in tempo reale nella forma dipinta, avremmo già effettuato un salto di orbita. Se volessimo andare però ancora più in là e provocare un salto quantico ad energie molto più grandi, dobbiamo provare a far qualcosa di diverso. Dobbiamo immaginare non più l’immagine dipinta da Asdrubali come collocata in un campo piatto ma in un vero e proprio tunnel di energia, una sorta di acceleratore di particelle dove le particelle sono sì le scariche nervose del pittore ma le forme visibili i fenomeni registrati, collisioni di particelle subatomiche, quelle stesse che hanno permesso negli ultimi decenni di arricchire l’elenco dei mattoni fondamentali della materia con
quark, muoni, leptoni, bosoni di Higgs, neutrini e via dicendo.”

Proseguendo Marco Tonelli ci sprona ad immaginare la pittura di Asdrubali cercando di andare oltre l’immagine:

(…) “dobbiamo essere capaci di fare lo stesso con la pittura di Asdrubali e leggerla in uno spazio pluridimensionale (un multiverso) che non è soltanto fisico ma anche energetico, psichico e a suo modo visionario. E per cui potremmo ancora non avere tutti i termini adeguati per descriverlo, ma la sfida è proprio questa.
La pittura di Asdrubali oggi, per chi non riesce a fare tale salto ma almeno ad intuirne le potenzialità, è nel migliore dei casi un’ipotesi in attesa di verifiche, come Einstein che pensò la teoria della relatività molti anni prima che fosse dimostrata.”

A partire dal 1979, Asdrubali ha incentrato la sua ricerca sull'idea di vuoto come nucleo originario del suo lavoro. Nel corso degli anni questa ricerca è venuta concretizzandosi nell'immagine di uno spazio frontale, generativo, adimensionale.
Nel 1984 in contrapposizione al clima dominante di quegli anni (transavanguardia e post-moderno) prende parte al movimento Astrazione Povera teorizzato dal critico Filiberto Menna. Sempre in quegli anni espone per la prima volta alla galleria La Salita di Roma e alla galleria Artra di Milano. Nel 1988 espone alla Biennale di Venezia, alla Australian Biennale di Sydney e alla National Gallery di Victoria, Melbourne. Nello stesso anno è invitato alla mostra Schlaf der Vernunft, al Museum Fridericianum Kassel, con John Armleder, Gianni Colombo, Richard Deacon, Günther Förg, Jeff Koons, Thomas Schütte, Haim Steinbach. Da allora è invitato a numerose mostre nazionali ed internazionali tra cui quelle al Museum Rabalderhaus, Schwaz, alla DuMont Kunsthalle, Colonia, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna,
alla Städtische Galerie, Rosenheim, al Museo MACRO di Roma.

E’ del 2005 la pubblicazione di Spazio Frontale, a cura di Bruno Corà, Prearo Editore, dove è esplicitata la direzione della sua ricerca, poi presentata dal gruppo Zamuva (Asdrubali - Ferri) al Festival della Scienza, al Palazzo Ducale di Genova, all'Auditorium di Roma nel 2007 e al Triennale Design Museum di Milano nel 2010.

Nel 2011 è invitato ad esporre alla 54ª Biennale di Venezia, Padiglione Italia. Tra gli altri hanno scritto di lui F. Caroli, F. Menna, L. Mango, B. Corà, P. Daverio, S. Lux, I. Mossinger, Klaus Volbert, C. Cerritelli e M. Tonelli.
 



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