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Scomparso lartista toscano Marcello Scuffi

pubblicata mercoled 19 maggio 2021
Scomparso lartista toscano Marcello Scuffi Era nato a Tizzana (Pistoia) nel 1948; uno spirito antico, una straordinaria autenticit e un forte legame che la pittura dichiara nei confronti della sua terra.
Questa era larte di Marcello Scuffi, pittore toscano espressione del neo-italianismo moderno come lo ha aveva definito Vittorio Sgarbi, richiamando linguaggi primitivisti del nostro rappel lordre, come Carr, Rosai, Morandi, Casorati, nelle cui opere il soggetto si sposta dai paesaggi alle nature morte. Da questi artisti tuttavia Scuffi si discosta abbandonando le esasperazioni e spogliando larte di orpelli inutili.

Artista autodidatta, dipinse a partire dagli anni '70; nelle sue tele, cos come negli affreschi e negli acquerelli si riconosceva paradossalmente una mano immutata nel tempo, seppur le opere dei primi anni risultino pi luminose e pi chiare. Suo padre, che allepoca era un sarto piuttosto rinomato, aveva deciso che lui sarebbe diventato prete. Cos lartista, frequentando il liceo in seminario, faceva di necessit virt: dipingeva cattedrali, oppure ritratti di Ges, O anche Garibaldi. Limportante era che il soggetto avesse la barba, perch non sapevo disegnare le bocche , racconta in unintervista.

Comunque negli anni, quella pittura che sembrava fosse solo il passatempo di un ragazzo, diventa una passie. Complice anche la vista del Pino sul mare di Carr. Lascia il seminario e pur di poter dipingere fa qualsiasi mestiere: impiegato, tessitore, tappezziere. Allinizio degli anni Settanta, finalmente, la pittura diventa la sua professione, riuscendo a vivere di quello, anche se solo per un breve periodo: dopo i primi due anni di entusiasmo, cominciano le difficolt. Eppure Marcello Scuffi non si demoralizza. E continua instancabilmente a dipingere, e lo fa senza mai lasciarsi sfiorare dalla tentazione di cedere alle lusinghe della moda.

I quadri di arte contemporanea del pittore Marcello Scuffi esprimono una pittura senza tempo, erede delle pi alte espressioni del Novecento. Basta guardare un olio su tela come Marina (il pontilino), del 1980: il taglio fotografico azzardato - che esclude la chioma dellalbero, quasi tutto il cielo, met di una porta e un pezzo di barca - forse lunica concessione al moderno. Il resto come una finestra magica dalla quale lo spettatore invitato a spiare un mondo visto da Carr, forse anche da Giotto o da Piero della Francesca. Il mare come un immobile specchio turchese, il promontorio liscio e piano, le quinte misteriose della montagna allorizzonte, e su tutto una patina di nebbia perlacea, opalescente, che d a quel molo solitario, a quella barca ormeggiata e a quellalbero di cui si vede solo il tronco il sapore del sogno o della nostalgia.

Fino dal 1970 stato presente in varie collettive e dal 1972 ha all'attivo pi di trenta personali. Nel 1977 e nel 1981 ha soggiornato a Bruxelles e vi ha a lungo dipinto. Oltre che in Italia, il suo lavoro conosciuto in Francia, Belgio e Svizzera. Con studi e interventi si sono interessati alla sua pittura sia critici d'arte sia letterati.
 

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