GABRIELLA ULIVIERI



GABRIELLA ULIVIERI
E’ nata a Livorno, dove vive ed opera.
Terminati gli studi artistici si è dedicata interamente alla pittura e così, ancora molto giovane, ha esordito nel 1960 al Premio G.Fattori ottenendo il primo premio. Nel decennio 1960-1970 ha partecipato a numerose esposizioni, estemporanee e contemporanee, riscuotendo importanti riconoscimenti tra i quali merita menzione il conseguimento del primo premio alla Rassegna di Pittori Contemporanei a Londra nel 1971, che ha rappresentato il “trampolino di lancio” verso mostre sempre più importanti.
Per le numerose segnalazioni di critici d’arte, è stata invitata da prestigiose gallerie delle città italiane più importanti, per allestire mostre personali, ottenendo favorevoli consensi dalla critica con recensioni su giornali, riviste e volumi d’arte.
I suoi quadri sono stati esposti con successo anche nelle più importanti città del mondo. Ha esposto con mostre personali negli U.S.A., a Washington D.C. nel 1999 e 2002, a Ocean Pines nel 2006 e nel 2009, ottenendo importanti riconoscimenti da critica e pubblico.
Nel 2010 ha celebrato “50 anni di pittura”, con una mostra personale organizzata nel Salone della Circoscrizione 2 del Comune di Livorno.
Ha partecipato inoltre a numerose collettive; negli anni ’70 ha fatto parte del gruppo di artisti “Livorno Arte, mentre dal 1999 appartiene al “Gruppo Labronico”, il più antico sodalizio italiano.
Le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche sia in Italia che all’estero.
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“ […] La sua pittura è infatti saldamente legata ai luoghi dell’esistenza. Per questo può portare ugualmente con sé il rosso acceso di un papavero sbocciato nella calura estiva, come il blu cupo del mare agitato sotto un corrusco temporale. E non si tratta certo di un semplice intento descrittivo: il quadro resta comunque un campo di forze dove i rimandi e le allusioni al mondo reale sono ottenuti con larghe pennellate vagamente geometrizzanti; pennellate che, sul limite della gestualità, distribuiscono sulla tela i caratteristici impasti di colore che fanno immediatamente riconoscere, anche da lontano, un dipinto di Gabriella Ulivieri.
Può accadere così che in mezzo a tasselli colorati con diverse tonalità di verde e sapientemente intersecati tra loro, esplodano improvvisamente macchie di carminio e di viola ad evocare fiori, può accadere che tra le diverse stesure di azzurro e blu profondo appaiano striature biancastre ad evocare onde schiumose, e così via, senza mai soffermarsi su inutili dettagli ma sempre cercando l’essenza più che l’apparenza. Perfino quando si tratta di confrontarsi con la figura umana viene conservata questa impostazione di forte sintesi, tesa ad identificare il soggetto attraverso pochi tratti distintivi su cui concentrare l’attenzione.
Una pittura che tiene conto anche della tradizione locale (non a caso dal 1990 Gabriella Ulivieri fa parte del Gruppo Labronico) ma al tempo stesso se ne distacca per assumere quel carattere di attualità senza il quale rischierebbe di essere relegata a pura accademia. D’altra parte l’arte contemporanea non ha mai escluso completamente dal proprio alveo la figurazione, semmai, da Balthus a Bacon, dalla Pop-art alla Transavanguardia, ne ha fatto oggetto di ricerca e sperimentazione, respingendo con forza l’abuso di formule ormai consunte ma accogliendo, seppure talvolta in mezzo ad aspri dibattiti, chi avesse saputo infonderle nuova vita.
Probabilmente è anche per questo che sentiamo vicina al carattere del nostro tempo l’arte di questa pittrice che dopo tanti anni di lavoro è ancora giovane nella sua forza creativa e che ha saputo trovare una propria, personale dimensione nell’ambito figurativo".

Mario Michelucci



 
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