ALBERTO LOVISI



ALBERTO LOVISI lovisart@virgilio.it

Nato a Casaletto Spartano (SA), vive e opera alla catena San Miniato (PI), dove risiede. Ha partecipato a mostre collettive e a numerosi concorsi nazionali, rassegne e manifestazioni d'arte. "Alberto Lovisi è un giovane pieno d'entusiasmo. Ama la natura, la sente e la dipinge con emozione e ne sa intuire motivi manifestandoli in una visione che sta tra il sogno e la realtà, a volte densa di colore, a volte rarefatta". Tra le numerose mostre ricordiamo: 1995 mostra personale (SA), 1997 Premiato al concorso nazionale di pittura "G. Gronchi" (Pontedera), 1998 Mostra personale galleria EXPOARTEPISA, 2001 collettiva galleria "La Tavolozza", 2004 mostra personale San Romano (PI), 2005 esposizione San Miniato (PI), 2006 pubblicazioni di alcune opere sulla rivista "bohèmien" Acireale (CT), collettiva galleria "La Tavolozza" Pontedera (PI). Ha anche esposto in contemporanea con grandi nome dell'arte come Warhol, Faccincani, Haring, Possenti, Alinari e altri.
ALBERTO LOVISI ALBERTO LOVISI ALBERTO LOVISI ALBERTO LOVISI

“Il primo Alberto Lovisi nasce come pittore figurativo ante litteram, seguendo l’inclinazione paesaggistica e l’idillio naturalistico dei grandi maestri, con veri e propri capolavori di sapore agreste, di tenore bucolico e di spessore classico. Le immense praterie della campagna toscana s’inoltrano, a perdita d’occhio ed a volo d’uccello, oltre il limite estremo del lontano orizzonte ed oltre la linea di demarcazione tra la terra ed il cielo, nel profondo respiro dell’infinito. Le rade case coloniche, le basse colline ondulate, gli schietti alberi solitari danno una stretta al cuore per la mestizia ambientale, in cui sono immersi e per la carica espressiva di paesaggi interiori, arricchiti da fiori vari, nelle quattro stagioni.
A lungo andare, gli effetti di prospettiva, movimento e profondità non soddisfano più il suo spirito inquieto e ribelle, che riesce a cogliere la scintilla d’immortalità, oltre la corteccia di sensazioni visive, nel senso frenetico della vita. Il la gli viene dato dal potente impatto con i musicisti jazz, al ritmo cadenzato di sax e chitarra, al suono stridente di strumenti elettronici, con la bravura di batteristi frenetici e di virtuosi del soul, con violino, tromba e pianoforte. Per riprodurre l’atmosfera, l’entusiasmo e l’habitat di un fenomeno così rivoluzionario, Alberto Lovisi ne riproduce fedelmente lo spiritus loci, spezzando le antiche regole e ricorrendo al bianco e nero, con un lieve tocco di rosso shocking. I suoi protagonisti, come Jimi Hendrix e Jim Morrison, Elvis Presley e Bob Marley, B. B. King e Luciano Pavarotti rappresentano l’anima universale della musica antica e nuova, romantica e contemporanea, classica e moderna. Partendo dalla vecchia 500 Fiat, da sola e tra le colline senesi, si arriva alle macchine ferme al semaforo, in un traffico convulso, febbrile, caotico e ad una corsa frenetica con la rossa Ferrari: sogno proibito di tanti automobilisti e sportivi.
Nella moderna figurazione di Alberto Lovisi c’è un nostalgico tuffo nel passato, una full immersion nel presente ed un volo ardito verso un roseo futuro, in cui si avverano desideri ed aspirazioni, sotto l’egida di una cifra stilistica unica ed irripetibile, personale ed inconfondibile, universale ed insuperabile”.

Gianni Latronico


 
© 2021 Rivista Culturale Arte a Livorno... e oltre confine