DAVID GIROLDINI



DAVID GIROLDINI DAVID GIROLDINI

Classe 1965, livornese , si diploma in Decorazione Pittorica all’istituto “A. Passaglia” di Lucca e nella sezione Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Artisticamente nasce seguendo le orme dei pittori cosiddetti “della nuova figurazione”, che si esprimevano all’insegna del “realismo esistenziale”, tralasciandone però gli aspetti contenutistici politico-sociali prettamente legati ad un periodo ormai sbiadito, superato. La sua ricerca pittorica oggi si basa sull’indagine introspettiva dell’essere umano e dei suoi comportamenti giornalieri in un contesto di infinite interrelazioni che ne condizionano l’equilibrio. Occorre leggere le opere di David non come una semplice immagine istantanea della realtà ma è necessario andare oltre la perfetta descrizione visiva; egli indaga su ogni comportamento umano mosso spesso dalle angosce e dai tormenti del “saper vivere” ad ogni età dall’infanzia alla vecchiaia, ogni stagione ha i suoi colori, le sue luci e le sue ombre ed è attraverso queste sfumature che l’artista si svela al suo pubblico. Che si tratti di un indagine introspettiva dell’essere umano ci viene anche suggerito dalla scelta di una prospettiva aerea dell’immagine; è come se egli stesso si ponesse ad osservare dall’alto le relazioni giornaliere nelle quali ogni essere umano è coinvolto, artefice e garante al tempo stesso. A rimarcare questo concetto di riflessione personale dell’artista non è soltanto l’inquadratura aerea ma anche il taglio stesso dell’ inquadratura che sta ad indicare, con originale astuzia, una particolarità della scena sulla quale l’artista sta concentrando la sua indagine; tutto il resto è una cornice, non ben definita, dentro la quale l’essere umano è, bene o male, incastonato.
David Giroldini utilizza uno schema rigoroso, una tecnica pulita, immagini nitide, e pone un forte accento sui dettagli, con l’ausilio di un metodo pittorico che prevede l’accostamento di piccoli punti di colori puri, conosciuto meglio come puntinismo. Ma a differenza dei grandi artisti neo-impressionisti come Seurat ne “La Grande Jatte”, David si prefigge di dare alla scena naturalezza e spontaneità; il risultato è di grande originalità poiché egli riesce a fare propria la tecnica del puntinismo indagando nel profondo dei personaggi raffigurati e non si ferma all’anonimato, alla staticità dell’immagine ma va oltre riuscendo a far partecipe il pubblico che incuriosito legge divertito la scena. In altri termini Giroldini fa un uso personalizzato della tecnica superandone i limiti nell’esplicita esaltazione dei movimenti; egli da risalto a personaggi reali che egli interpreta nelle loro movenze attraverso i contrasti di luce e di ombra. L’opera di David Giroldini non va semplicemente osservata e ammirata per la perfetta aderenza alla realtà ma va letta passo passo, immagine dopo immagine, personaggio dopo personaggio. L’artista ci conduce dolcemente nel suo mondo attraverso l’uso sapiente del colore inserendo in un contesto lineare toni brillanti di colore blu, rosso e giallo mai messi a caso ma con lo scopo ben preciso di mettere in relazione una realtà visiva di facile apprendimento con una realtà interiore evidentemente più nascosta.
Possiamo dire che quella di David Giroldini è una forma d’arte innovativa che “svecchia” in un certo qual senso la tradizione, pur rimanendo nel campo della figurazione, coniugandola elegantemente ad elementi profondi introspettivi in grado di tessere una rete di riflessioni ed interrogativi esistenziali.
(Alessandra Rontini )

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