CLAUDIO BARONTINI



CLAUDIO BARONTINI CLAUDIO BARONTINI:

Un fotoreporter col pallino dell’Arte
Claudio Barontini, classe 1954 livornese trapiantato a La Spezia, suonava il basso nel gruppo pop “Mente corta”. al tempo delle band musicali della Livorno di inizio anni ’70.
Come molti della nostra generazione ha sognato spazi liberi , consapevole di avere occhi per guardare oltre quella normalità che non ti permette di fare un salto di qualità, consapevole di avere le carte in regola per osare. Si è messo in gioco sin da subito nei campi dei propri interessi, ottenendo meritati successi e preziosi riconoscimenti.
Ricordo ancora quando un pomeriggio di aprile del 1973 il Maestro Neno Vinciguerra mi disse di aver ingaggiato Claudio nel gruppo “I Milvi”; eravamo al negozio di Tony e Anna Mazzone sugli scali Olandesi a Livorno dove insegnavamo musica, aggiungendo che Milva, stava preparandosi per una tournèe negli Stati uniti.
In quella tournèe, come in molte occasioni che lo hanno scorrazzato in giro per il mondo, Claudio ha sempre portato con se una compagna, la sua Reflex, un terzo occhio per vedere meglio il mondo che lo circondava, al fine di cogliere “l’attimo” per imprigionarlo e renderlo così più libero di prima.
Ma a volte nella vita, quando si hanno forti passioni che poco si conciliano con i tempi ed i ritmi della vita stessa, occorre operare una scelta. Tra le quattro corde del basso Fender e la sua Reflex Claudio scelse quest’ultima. Prima e breve esperienza, era il 1979, fotografo free lance per il quotidiano livornese Il Tirreno; negli anni che seguono, pian piano entra dalla porta principale come professionista nelle redazioni dei più grandi ed importanti magazine italiani e esteri: Europeo, Gala, Chi, Paris Match, ! Hola, Bunte, New York post, Ok magazine e molti altri ancora.
Nel suo lungo andare per servizi, nel 1994 Claudio s’imbattè, non a caso, in un Artista che, durante un reportage per un settimanale della Rusconi, guardandolo negli occhi gli disse: Ma lei le sculture le sa fotografare,…. lo ha mai fatto?
Consapevole di trovarsi di fronte ad un Artista di serio spessore, circondato da familiari artisti che a “pelle” gli sembrava di aver sempre conosciuto e che avrebbe voluto conosce meglio, sicuro di poter fare un lavoro che sarebbe stato all’altezza delle aspettative, in un batter di secondo elaborò mentalmente la sua risposta: - Se gli dico di non aver mai fotografato le sculture non farò mai questo servizio..se gli rispondo con un si… sicuro ho qualche possibilità di iniziare una collaborazione.
Il risultato fu un ottimo servizio. L’Artista era lo scultore Pietro Cascella (1921 -2008)
L’aneddoto lo ha raccontato lui stesso Venerdì 27 settembre di quest’anno alla Galleria d’Arte Le Stanze di Livorno dove, introdotto da Giacomo Romano ha presentato il suo ultimo libro dal titolo “ La presenza e l’Assenza Pietro Cascella fotografato da Claudio Barontini, edito da Bandecchi e Vivaldi.
Tra Pietro Cascella e Claudio, con il tempo, si instaura un profondo legame di amicizia, un sodalizio nel quale i due, hanno pontificato progetti da realizzare uno dei quali, doveva essere un libro fotografico fatto con poche parole e tante immagini di alcune opere monumentali care al Maestro, ma come dice Claudio nella prefazione della sua pubblicazione “ è mancato il tempo”…anche se, non è detto che non si possa realizzare in un prossimo futuro.
La pubblicazione “La Presenza e l’Assenza” vuole essere un piccolo silenzioso ma significativo omaggio alla memoria del Maestro, re illustrarne le opere, commentarle, sarebbe stato pleonastico e forviante perché, per Claudio, sono le stesse opere che sparse nel mondo tengono comizi, recitano monologhi evidenziano la genialità artistico culturale del suo Amico Pietro Cascella.
Gli scatti, tradotti in immagini del maestro …momenti non rubati ma presi a prestito, fanno intravedere all’osservatore non distratto ma attento, gli stati d’animo dell’Artista che, non in posa si racconta con naturalità. Riuscire a raccontare con immagini non è cosa da tutti, quelli che vi riescono non sono semplici fotografi, sono qualcosa di più.
I Cascella sono una grande famiglia di artisti da generazioni, Pietro nativo di Pescara ne è considerato, dalla critica internazionale “l’erede artistico”. Dal 1977 ha vissuto al castello della Verrucola a Fivizzano (Massa Carrara) appartenuto ai Bosi (XI° sec.) prima e ai Malaspina successivamente (XIV° sec.), coronando il suo sogno.
Negli ampi spazi della sua residenza museo condivisi con il figlio Jacopo (pittore) e “donna” Cordelia von den Steinen moglie complice e compagna di strada, attiva collaboratrice, in quanto anch’essa importante scultrice svizzera, attorniati in periodi diversi dai loro fedeli cani, “amici” che non hanno mai avuto pretese alcune, compagni sempre pronti a dare e affetto e calore dai nomi Felicina, Golia e per ultimo Spino, il Cascella ha creato, ha lavorato immerso nel silenzio congeniale alla concentrazione priva di intrusi che commentano l’opera prima di vederla finita.
Cordelia von den Steinen durante la presentazione del lavoro di Claudio ha raccontato con piccoli episodi di vita il Pietro Cascella uomo, artista. Lo ha fatto con una serenità disarmante, raccontando dei suoi rapporti con altri artisti, da Giò Pomodoro e Henry Moore a Jacques Lipchitz scultore lituano amico di Amedeo Modigliani, evidenziando come le relazioni con amici legati alle loro passioni fossero i benvenuti a casa loro dove a volte, nelle serate conviviali, non c’erano più bicchieri puliti, a significare che il Castello della Verrucola spesso si trasformava in “circolo” di scambio artistico culturale di alto livello al quale erano presenti gli artisti contemporanei più accreditati.
Claudio Barontini? Uno di casa, uno di famiglia lui e la sua famiglia, un amico che quando non si vede da alcuni giorni, si sente il bisogno di telefonargli per sentirlo, per vederlo. Ecco questo è stato.. a grandi linee.. il rapporto di amicizia tra questi Artisti.

(Salvatore Loiacono)

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