FRANCO SUMBERAZ



FRANCO SUMBERAZ FRANCO SUMBERAZ

“Come artista – scrive sul catalogo Franco Sumberaz - ho consolidato una lunga preparazione formale sulla linea dei grandi maestri del passato dai quali ho imparato il rifiuto del “gergo” sperimentale per un linguaggio di sicura garanzia. Le esperienze vissute nei restauri degli affreschi di Piero della Francesca (Arezzo-Storie della Vera Croce), Paolo Veronese (Chiesa di S. Sebastiano - Le Zattere -Venezia), Il Bronzino (Pesaro - Villa Imperiale). Dall’antica storia ho ereditato la manualità di esprimere, per forme e colori, ciò che ancora oggi si chiama pittura.
Percepisco e cerco di descrivere la realtà, la complicata situazione dell’esistenza, l’amore della vita, con rigore e metodo, senza i quali l’opera pittorica non si costruisce né si regge”.
La mia opera è l’impresa di un visionario della realtà – scrive di me Mario De Micheli – senza la realtà e la capacità di decifrare i suoi più penetranti misteri, non sarei in alcun modo capace di trarne conseguenze pittoriche di grande rilievo. E infatti, quando la radio e la televisione annunciarono la tragedia di Chernobyl, avevo in mano un vaso ceramico che mi cadde e andò in pezzi; quella coincidenza si affiancava ad un’altra non meno sconvolgente, dalla libreria del mio studio era caduto un libro di Mitologia Greco-Romana sulla pagina di Pandora. Troppe coincidenze per non essere raccolte e trarre da ciò l’ispirazione per la ricca sequenza del mitico vaso. Dalla realtà attingo emozioni, cerco analogie e presentimenti, evocazioni e rimandi culturali, per dare testimonianza di situazioni socio-ambientali in forte degrado che minacciano i nostri futuri destini. Il mio racconto vuole essere un messaggio forte, costruttivo, saggio, teso a riportare ordine nella natura, il solo campo di applicazione della ragione, anche se le mie ultime esperienze sul Tao aprono le porte su una visione “olistica”, cara a Gustav Jung e alle affascinanti teorie quantistiche. ...la creatività è la naturale ambizione dell’anima...
quando le porte della percezione sono spalancate le cose appaiono come veramente sono: infinite...”.

“L’arte, la ricerca della bellezza e la valorizzazione dei livornesi che hanno portato lustro alla nostra città – scrive il sindaco Luca Salvetti in apertura del catalogo - sono alcuni degli obiettivi che si è posta l’attuale Amministrazione da me guidata.
La mostra dedicata a Franco Sumberaz rientra in questo filone di riconoscimento e apprezzamento di figure importanti stimate non solo in Italia, ma anche all’estero.
Ringrazio la Fondazione Livorno che ha collaborato con il Comune di Livorno e soprattutto sono grato al maestro Sumberaz che ha scelto i Granai di Villa Mimbelli per una antologica di opere appartenenti a diversi periodi della sua produzione artistica.
Il filo conduttore è la sensibilità del maestro nell’esaltazione del bello e nella percezione dell’armonia del tutto, elementi che traspaiono dalla sua produzione artistica. Protagonisti il mare e il fascino delle sue profondità, simboli di libertà assoluta e leggerezza; la Vespucci che affronta la forza del vento; la mitologia con il Vaso di Pandora; la letteratura e la filosofia; il mistero dell’introspezione; il mondo magico e incantato della danza; la solennità del sacro.
Una mostra non solo da visitare con curiosità e rispetto, ma anche da vivere e interpretare con il proprio immaginario, senza condizionamenti e a mente libera.

Biografia
Franco Sumberaz nasce nel 1939 a Fiume, già città italiana di antica storia romana e cultura mitteleuropea. Dal 1946 vive e lavora a Livorno, in Toscana. Si è diplomato all’Istituto d’Arte di Lucca e laureato in Storia dell’Arte all’Università di Firenze.
L’attività pittorica di Franco Sumberaz si esprime con una solida preparazione tecnico-formale attraverso il recupero storico dell’immagine figurativa e di esperienze informali.
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