PIERO VACCARI



PIERO VACCARI PIERO VACCARI :

(Livorno 1926-1997)

Piero Vaccari, conosciuto come “il pittore della pineta dell’Ardenza”, ha ritratto in molte delle sue opere, gli “alberi secolari”della Rotonda in tutte le sue angolazioni e luci. E’stato un artista della pittura dal vero, ispirato dagli stessi motivi che amarono Fattori, Micheli e Romiti. Ha percorso e prediletto gli stessi luoghi, tanto cari ai Macchiaoli, come il mare, la costa e la campagna livornese. L’uliveta delle campagne livornese, le marine e la sua costa, la città di Livorno, la Rotonda, la Banditella, il Viale d’Antignano, le nature morte sono stati i soggetti predominanti e tanto cari all’artista. Osservando le sue opere, possiamo notare come in alcune di esse vi sia una rappresentazione quasi metafisica del soggetto. “L’albero” come “il mare” sono stati i suoi motivi preferiti e osservando la sua produzione non ne troveremmo mai uno uguale ad un altro.
Il pittore Gino Romiti diceva di lui: “Non perdete d’occhio quel ragazzo, è un originale, un incostante, ma dipinge gli alberi con lo stesso amore e la stessa sensibilità di Guglielmo Micheli, il mio maestro”. Confusionario e nemico di qualsiasi regola e regolamento, per la sua originalità e per il suo carattere turbolento ed estroverso, sarebbe piaciuto ai “Fauves” ed ai Futuristi come scrissero di lui parecchi anni fa. Mario Borgiotti lo definì “Piero il ribelle”, per quel suo carattere vivace, polemico, classico temperamento di un artista. Dotato d’importanti basi culturali, ha apprezzato la pittura moderna richiamandola nella sua visione “del vero” di tradizione macchiaiola.
Piero Vaccari è stato anche un grande scultore, raro esempio di artista poliedrico. Noti i suoi busti legati agli artisti del passato come Foscolo, Carducci, Pascoli, Fattori, Natali, Byron, Mascagni, Martelli (Castello Pasquini, Castigliocello), e a personaggi livornesi come Armando Picchi, il cui busto è conservato nello stadio Comunale.
(Mauro Barbieri, da Pittura Livornese, 9 dicembre 1998)


 
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