GUIDO GUIDI



GUIDO GUIDI GUIDO GUIDI :
(1901 – 1998)

Un’artista immerso nel magico e poetico mondo dei colori.

di Mauro Barbieri

Nel nostro cammino alla ricerca di quei personaggi che hanno rappresentato la pittura livornese del 1° e 2° Novecento, non poteva mancare la figura artistica di Guido Guidi.
Nato a Livorno nel lontano 1901, si dedicò fin dalla giovane età alla decorazione di piccole figurine che venivano successivamente incastonate dal padre in arredi dell’epoca.
Erano i suoi primi “amori” verso quell’arte che lo avvolgerà per tutta la vita riempendo quotidianamente le sue giornate.
La passione per la pittura era così forte e sentita che le sue opere nascevano quasi per incanto, sotto una grande e forte spinta emotiva..
Forse proprio l’emotività, la sensibilità e l’amore verso tutto ciò che lo circondava lo portò ben presto nell’élite di quegli artisti apprezzati e ricercati dai collezionisti di tutta Italia.
Una pittura particolare la sua, lontana dai soliti schemi tradizionali ma soprattutto non legata a correnti pittoriche.
Un arte personale ed unica dove la poesia, prendeva le sembianze dei colori, si insinuava nei suoi personaggi, nei suoi luoghi, nei suoi sogni.
Ogni opera aveva una “vita”, pulsava e trasmetteva sensazioni particolari ed ineguagliabili.
Guido Guidi era estroso nel suo modo di concepire l’arte, ma questo rispecchiava anche il sistema di vita al quale si era attaccato e per il quale credeva.
I suoi quadri nascevano spontanei, senza elaborazioni tecniche, senza lo studio delle prospettive, erano dei flash immediati attraverso i quali liberava il suo stato d’animo.
Artista di una sensibilità profonda, di natura complessa , affrontò il mondo della pittura come autodidatta senza perdersi in affannose ricerche stilistiche, e forse per questo che oggi la sua arte, ha intrapreso quella giusta strada di valorizzazione.
Amava come detto in precedenza la sua pittura, ma soprattutto era legato alle cose semplici, ai ricordi dei suoi trascorsi storici che riproduceva con fantasia quasi surreale.
Dalla sua tavolozza ecco nascere i famosi interni ricchi di figure, dove l’armonia degli ambienti si sposava con le gesta quotidiane dei suoi occupanti.
Le vecchie nonne intente a rammendare, le madri con i figli occupate ai camini od ai più semplici lavori domestici,; oppure le delicate campagne, le silenti nevicate o le poetiche composizioni floreali.
Le figure ebbero un importanza rilevante nell’intera produzione pittorica del Guidi, quasi a volere essere delle fedeli compagne nella vita dell’artista.
I vecchi refettori, i giocatori di carte, i fidanzati, o le suggestive cavallerie con i soldati in attesa negli accampamenti che, in alcuni casi, si ricollegavano alla soggettistica Fattoriana.
Una vasta tematica dove si potevano assaporare le finezze armoniose del ‘700 francese, il surrealismo, la tradizione labronica classica ,l’impressionismo ed un sottile gusto naïf.
Doti che gli permisero di creare, nel panorama nazionale, una pagina d’arte di assoluta e rara personalità.
Numerose le mostre dedicategli sia in vita che dopo la sua scomparsa avvenuta nel Giugno 1998.
Tutte nate con l’intento di rendere omaggio ad una musica romantica eseguita sulle ali dei colori, unico mezzo per fissare in eterno le atmosfere trasognate, le sensazioni e le immagini di un mondo reale ma forse……effimero per i suoi occhi.
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Nel marzo 2009 , in occasione della mostra promossa ed organizzata dalla Galleria Chiellini di Livorno, è stato presentato il volume monografico GUIDO GUIDI 1901-1998 Una vita per la pittura. Una pregevole pubblicazione edita dalla Galleria Chiellini con il testo introduttivo del critico d'arte Gianni Schiavon e contributi di Carlo Chiellini, Sirio Balleri, Luciano Di Cristofaro e Mauro Barbieri.
All'interno oltre alle testimonianze di Biancamaria Riso e Antonio Sbrana, oltre 200 riproduzioni di opere a colori, disegni, foto, curiosità e una catalogazione di circa 1000 dipinti che comprendono l'intero percorso artistico ed espositivo del pittore.

 
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