PAOLO CORSONI



PAOLO CORSONI
Paolo Corsoni è nato a Castelfiorentino (Firenze), dove vive e lavora.
Da tempo si dedica a varie forme d'espressione artistica. Dopo un inizio dedicato alla pittura, ha intrapreso il modellato con l'argilla e, successivamente, la tecnica della pittura su intonaco, un misto tra l'affresco e il murale.
Negli ultimi anni si è rivolto alla scultura usando legno di olivo, sfruttandone la naturale deformazione delle radici e dei rami.
Con questi lavori ha partecipato ad alcune collettive e a premi, nei quali ha ottenuto vari riconoscimenti.
Di rilievo sono le presenze al Concorso Internazionale “ EtruriArte” a Venturina (Livorno) ed al premio Italia per le Arti Visive nel Forte Magnaguti a Borgoforte in provincia di Mantova.
Espone in “Effetti speciali” nell'ex convento della croce ad Anghiari e, a seguito della presenza al premio Italia per le Arti Visive nel palazzo pretorio di Certaldo, viene invitato ad una mostra di sculture all'aperto nell'antico castello di Murlo; in questa occasione i suoi lavori vengono particolarmente apprezzati, tanto che la sua opera raffigurante Cristo viene collocata in un antica chiesa in località Befa, una frazione del comune.
Espone quindi alla settima edizione di “EtruriArte”, in “Figure nella materia” nell'ambito della settima settimana di Cecina, sul lago di Garda, e con la partecipazione al “XIV premio Firenze” risulta uno degli autori segnalati.
E' stato invitato ad esporre in una mostra nazionale ospitata nella ex fornace Pasquinucci a Capraia di Montelupo.

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“In un epoca in cui l’ arte ha sempre più bisogno di un etichetta per essere catalogata nel variegato mondo che va dall’ informale al surreale, dal moderno al postmoderno, qui, ci troviamo di fronte ad un’ artista a tutto tondo a cui dobbiamo riconoscere il merito di possedere una grande vena creativa e nondimeno una robusta e personalissima impronta di originalità.
La materia che predilige per le sue sculture, è il legno, ma non è il legname lavorato, tagliato, assemblato. Corsoni, cerca personalmente la sua materia prima per la campagna, dove una ciocca di ulivo, un tronco di ciliegio, una radice od un ramo, diventano la sua preda, o forse si concedono a lui per ritrovare nuova vita.
La sua arte si esplica nell’ assecondare i suggerimenti che la Natura con generosità gli offre e da cui l’ artista si lascia ammaliare per dare alla luce opere apprezzabili, resurrezioni che sono un vero trionfo del suo genio creativo.
Dotato di una magistrale tecnica esecuiva, l’ artista crea il suo multiforme mondo fantastico, dove volti contrisi ed intensamente espressivi, animali che sembrano appena usciti da un bestiario medievale prendono vita e li dona impreziositi di in ricamo di armonia e bellezza, alla nostra visione e meraviglia”.

Patrizio Spinelli


 
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