CORRADO GAI



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“[…] Immagini affascinanti, talvolta inquietanti, talvolta sottilmente seducenti, sollecitano insistentemente la nostra reazione, interagiscono con noi al di là delle forme, portandoci vorticosamente in un mondo sconosciuto che non appartiene al nostro quotidiano, ma che siamo invitati a scoprire. […] Nel surreale Gai ha trovato lo strumento per esprimere il proprio senso di crisi, lasciando il pensiero libero di vagare attraverso libere associazioni di immagini e di idee, di svincolarsi dal controllo della ragione e della logica, portando in superficie quell’inconscio che ci appare solo nel sogno; le sue creazioni altro non sono che finestre sugli enigmi ed i misteri dell’esistenza, immagini fuggevoli ed irraggiungibili, poste tra il sogno e la fantasia.
Le immagini che ricrea nelle opere, filtrate dalla sua fervida emozionalità, ci svelano inedite vibrazioni dell’umano, della realtà d’oggi, delle sue problematiche, ma ci consegnano anche un messaggio denso di incisive riflessioni, di positività e di gioia di vivere: dietro i suoi dipinti si nascondono i grandi temi della nostra esistenza, il dolore, l’egoismo, la crudeltà umana, ma anche l’energia emozionale, la bellezza della natura, il trionfo della vita. Sono messaggi che si rivelano a tratti, sensazioni estetiche che penetrano nel subconscio a livelli subliminali, ma che ci accorgiamo di possedere nel momento in cui lo sguardo resta come imprigionato nelle linee e nei colori dell’opera che abbiamo davanti.
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[…] Nelle tele di Gai si percepisce spesso una sorta di scontro tra formale ed informale, tra decisione della linea e colore gettato istintivamente sulla tela, tra decisione e indecisione.
Si tratta, in altre parole, di un linguaggio pittorico che rivela d'essere il risultato autentico non semplicemente di una meditazione, ma anche di un'ispirazione, ciò che poi dovrebbe essere ogni opera d’arte. Ed ecco che, sempre nell’alveo di una dualità fra razionalità e caos, il disordine cromatico di fondo assume un nuovo ordine… o forse siamo noi a riconoscere questo ordine che scambiavamo per caos; in alcune opere, più forte si avverte il desiderio dell’artista di convogliare questa cifra pittorica all’interno di forme vagamente geometriche che determinino il ritmo della composizione.
In questa meditata opzione traspare, al di la' della comunicazione esplicita e immediata, una fantasia nutrita di simboli personali e collettivi, una fine sensibilità' ispirata dalle pulsioni di un ricco immaginario […]”.

Stefano Barbieri


“[…] L’artista utilizza i colori, le forme, la materia, per immortalare tutto ciò che sente; siamo di fronte ad un pittore poliedrico che si dedica con ugual successo all’arte figurativa, al surrealismo, all’astrattismo fino all’informale. Nelle opere di Gai talvolta le figure che emergono in rilievo sembra vogliono staccarsi dalla tela, muoversi e diventare reali; molte sono di carattere fantastico, altre riportano alla mente ricordi di una nuda realtà che evidenzia il dolore e la malvagità dell’uomo, altre ancora ci raccontano la natura vista fugacemente attraverso i suoi occhi. Ma al di là del soggetto, che diventa pretestuoso, l’anima dell’artista si avverte dirompente dentro i colori, dentro le forme, dentro la materia, in ogni dove, poiché essa resta sempre e comunque il soffio vitale della sua opera.
Corrado intuisce che ciò che sente dentro di sé deve necessariamente sfociare in qualcosa e cosi quasi inconsciamente produce i suoi dipinti attraverso un linguaggio aggressivo, passionale, inebriandosi di colore, vivendo nel colore e facendosi trascinare da esso quasi come unico veicolo espressivo. Egli conosce le pene del male, la relatività dell’uomo rispetto all’universo ma si isola, ascolta il suo istinto e grazie alla sua forza interiore riproduce nitide sensazioni sulla tela emozionandosi lui per primo; è come se le sue creazioni avvenissero tutte come metamorfosi, frutto di una spinta interiore attraverso la quale dialoga e realizza se stesso. Dalle sue opere si percepisce, sia che si tratti di figure perse nel dolore, divisioni della natura o semplicemente di esplosioni di colore, una costante vena malinconica ma allo stesso tempo anche una forza renitente ed indomita nata dal desiderio, mai del tutto pago, di vedere la luce dopo il buio, la speranza dopo la morte, la salvezza dell’umanità. L’uso che fa dei colori sia nell’olio che nella tecnica mista sempre fine a se stesso e ne è prova l’impiego di tinte brillanti su sfondi rigorosamente scuri. Personalmente ho potuto apprezzare l’opera di questo giovane talento già da qualche anno e, sia pure da lontano, ho cercato di seguire il suo percorso artistico. Devo dire che la sua tecnica si è personalizzata sempre di più nel tempo, la sua mano oggi è più sicura e il suo gusto più raffinato. Trovo che Corrado sia una persona dotata di una forte sensibilità ed ho sempre avvertito in lui la volontà di superare con tenacia ogni ostacolo, andare determinato incontro a suo pubblico, colloquiare liberamente con esso e a lo stesso tempo guardare con misurato ottimismo al futuro cercando di uscire dall’anonimato in un Mondo ormai sopraffatto dai mezzi di comunicazione di ogni tipo”.

Alessandra Rontini


 
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