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Voltolino Fontani, il Centenario

pubblicato mercoledì 3 febbraio 2021
Voltolino Fontani, il Centenario In questo difficile 2020, grazie alla politica di promozione dell’arte da parte della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci di Livorno, è stato possibile celebrare degnamente il centenario della nascita del pittore Voltolino Fontani nella Sede di Rappresentanza, in Via Rossini.
Non avendo potuto avere luogo iniziative istituzionali, per motivazioni di vario genere, la mostra che ha avuto luogo in tale sede, riscuotendo un grandissimo successo di pubblico, è stata di fatto la mostra ufficiale del centenario di mio padre.
Alla Direzione della Banca va quindi la sentita gratitudine mia e della famiglia, che abbiamo voluto esprimere con la donazione del dipinto Darsena del 1968, un soggetto amatissimo da Voltolino.
L’Archivio Fontani ha collaborato attivamente col Direttore Artistico della Sede di Rappresentanza, Michele Pierleoni, mettendo a disposizione competenze, notizie e materiali acquisiti in quasi venti anni di lavoro dedicati all’archiviazione delle opere, all’allestimento di eventi e alla pubblicazione di materiali, con lo scopo costante di far conoscere sempre meglio e sempre di più la figura di questo artista rimasto a Livorno per sua scelta ma in contatto costante con le avanguardie, di cui, con l’Eaismo, fu anche protagonista nell’immediato dopoguerra.
Da questa proficua collaborazione è nata la mostra “La visione del paesaggio in Voltolino Fontani tra espressionismo e onirico”, una sorta di "antologica di paesaggio", che dà uno sguardo complessivo ai migliori momenti di questa tematica, documentato da un catalogo ricco di colore e di approfondimenti, curato ottimamente da Michele Pierleoni.
Trentacinque opere esposte (cinquanta pubblicate in catalogo) ripercorrono fedelmente il percorso di Voltolino in questo settore da lui tanto amato.
La focalizzazione del paesaggio è stata una scelta felice: da sempre apprezzato dagli estimatori, appare costantemente nell’opera di Fontani, dagli esordi fino alla piena maturità, declinato di volta in volta a seconda del particolare momento creativo; e di fecondi periodi, anche molto diversi fra loro, ce ne sono stati tanti in un cammino pittorico lungo quarant’anni, in cui non un giorno Voltolino ha smesso di dipingere e di fare ricerca.
Partendo dall’opera prima Ineluttabile (1937), che con i suoi colori lividi e violacei ci suggerisce una interiorizzazione della pittura nordica espressionista, si passa a opere eaiste di tutt’altra atmosfera coloristica ed interiore, come La fabbrica (1949) o Cavallo fulminato (1952), per arrivare infine al momento “onirico” degli anni 70, con Antico approdo (1970 ca) e Viandanti marini (1972), preceduto già nel ‘63 da Campagna nordica.
Ma nello stesso anno Fontani esegue anche la grande Campagna scelta come copertina del catalogo, una vera esplosione di colore che rappresenta la versione più coloristica e nota del particolare “figurativo” di Fontani, presente in modo trasversale in tutta la sua carriera pittorica.
Questa mostra, dopo la grande antologica del 2002 e quella sull’ Eaismo di poco successiva, ha dato la misura di quanto questo artista sia amato dal pubblico e di quanto variegato e modernissimo sia il suo messaggio; è veramente l’ora che la sua conoscenza vada “oltre” la nicchia dorata in cui fino ad ora è rimasta e sia seguita da altre iniziative espositive che mettano in evidenza quello che Martina Corgnati definisce “un eclettismo sistematico”, una “oscillazione continua di linguaggi e forme espressive” tra il polo figurativo e quello astratto.


Adila Fontani
Presidente Archivio Voltolino Fontani

 

  Michele Pierleoni curatore della mostra con Adila e Maria Grazia Fontani (c) archivio Arte a Livorno e oltre confine.jpg




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